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이탈리아어문학검색

LETTERE ITALIANE


  • - 주제 : 어문학분야 > 이탈리어문
  • - 성격 : 학술지
  • - 간기: 연3회
  • - 국내 등재 : -
  • - 해외 등재 : -
  • - ISSN : 1598-5598
  • - 간행물명 변경 사항 : 이어이문학(~2004)→이탈리아어문학(2005~)
논문제목
수록 범위 : 48권 0호 (2016)
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Questo saggio analizza la melancolia e il significato della morte rappresentati nel Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La melancolia del romanzo e mostrata dall’attitudine di Don Fabrizio di Cobera, il cui desiderio e solo la morte, negando il successo nella vita. Le caratteristiche malinconiche sono assai simili alla < Melancolia 1 > di Albrecht Durer, in cui si puo ammirare tanti simboli della Melancolia creativa. In primo luogo, vorrei sottoscrivere i simboli della < Melancolia 1 > di Durer, realizzati nel romanzo. Il protagonista gode dello studio astronomico guardando le stelle, essende preceduto sempre dai cani(Il cane dorme nel quadro di Durer). In secondo luogo, vorrei concentrarmi al settimo capitolo che si tratta soltanto della morte di Don Fabrizio. Lui aspetta sempre la morte per completare la sua vita dolorosa. Per lui la morte non e la fine della vita, ma la scala di ascendere ad un altro mondo metafisico.
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Nel presente articolo vengono delineati i tratti caratteriali e i ruoli dei personaggi femminili rappresentati nell``Orlando furioso di Ariosto, seguendo l``ordine di comparsa dei medesimi nell``opera. I primissimi personaggi femminili appaiono idealizzati, esistono solo come entita simboliche e non sembrano possedere una personalita ben delineata. Man mano che vengono introdotti i filoni narrativi aventi come protagonisti i personaggi maschili, tuttavia, anche le donne cominciano adessere rappresentate in maniera piu realistica, con tratti caratteriali reali e ruoli piu precisi. Quasi tutti i personaggi femminili che appaiono nelle opere di Boiardo e di Ariosto, come Isabella e Gabrina, appaiono caratterialmente alquanto ‘piatti’, il loro ruolo esaurendosi nell``esemplificare una data virtu o un dato vizio. Diverso e invece il caso di Angelica. Gia appena entrata in scena, grande enfasi viene posta sulla sua straordinaria bellezza, che fa innamorare di lei tutti gli uomini che la vedono. Ma in seguito inizia subito a rivelarsi il suo carattere, che non e interamente coerente con lo splendore della sua figura; cio rende imprevedibili i suoi comportamenti. Angelica, la piu bella donna che possa esistere al mondo, e anche astuta, e non esita a tramare stratagemmi e inganni per soddisfare i suoi desideri e realizzare i suoi scopi. Cio significa che abbiamo a che fare con un personaggio femminle a tutto tondo, diversamente dalle altre donne dell``opera. Parallelo alla bellezza di Angelica e anche il suo carattere schivo. L``affascinante eroina rifugge continuamente i numerosi corteggiatori che le si presentano davanti, come una preda che cerca di sfuggire ai cacciatori. Ma allo stesso tempo approfitta dei vari cavalieri per farsi guidare nel suo itinerario verso la sua patria, il Catai. Nonostante i continui corteggiamenti che riceve da parte dei cavalieri, Angelica si e sempre mantenuta fredda e orgogliosa. Ma ogniqualvolta si e trovata nei guai, non ha esitato a fingersi ben disposta verso qualsiasi personaggio maschile che fosse in grado di guidarla e proteggerla. Ma poi avviene l’incontro con Medoro, che suscita in Angelica sentimenti inaspettati, che la trasformano completamente, rispetto a com``era sia nell’Orlando innamorato di Boiardo, sia nei primi canti dell’Orlando furioso. Trasformata dall’amore, Angelica comincia a sentire compassione, non solo indifferenza, ed e pronta addirittura a sacrificarsi, invece che a calcolare solo i propri vantaggi. Medoro ha rappresentato per la vita (e per il carattere) di Angelica una svolta radicale. In sintesi, il carattere di Angelica cambia e si sviluppa di continuo, a seconda delle situazioni dell``ambiente esterno, ma anche della propria situazione emotiva interiore. Questo personaggio, creato da Boiardo e ripreso da Ariosto, di fatto espande e potenzia il ruolo dei personaggi femminili nelle opere del tempo, introducendo la figura innovativa del personaggio ‘a tutto tondo’, che ha subito una metamorfosi. Per questo motivo, tale figura dev``essere tenuta in grande considerazione.
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Dagli anni ottanta, sono usciti dei libri e scritti sulla questione del testimone, della testimonianza e dell’intestimoniabile nell’ambito della letteratura della testimonianza. Primo Levi, che ha iniziato il suo lungo itinerario di testimone-autore con la pubblicazione del primo libro sulle sue esperienze laceranti ad Auschwitz, Se questo e un uomo, torna dopo 40 anni a riflettere sull’intestimoniabile, suscitando la questione dei ‘testimoni veri’ e della testimonianza ‘per delega’. Anche Giorgio Agamben esamina lo stesso tema profondamente in Quel che resta di Auschwitz, l’ultimo libro della sua Trilogia Homo Sacer. Seo Kyungsik, scrittore e pensatore coreano-giapponese, ha pubblicato un saggio significativo sull’attualita dell’intestimoniabile. Il mio articolo cerchera di comprendere, commentare e approfondire le problematiche pertinenti rappresentate in questi tre testi e autori.
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Sull``ipotesi che la storia della vita fra la verita e la falsita di quattro prigionieri disegnata sulle menzogne della notte di Gesualdo Bufalino sia i risultati dei conflitti fra Ed, Io e Super-Io, si tratta di analizzare le storie di quattro prigionieri con i meccanismi di difesa dell``io e studiare la psicologia dei comtemporanei e della loro societa fra coscio e incoscio e fra la verita e la falsita. Un meccanismo di difesa, nella teoria psicoanlitica, e una funzione propria dell``Io attraverso la quale questo si protegge da eccessive richieste ibidiche o da esperienze di pulsioni troppo intense che non e in grado di fronteggiare direttamente. Anna Freud ha contribuito a concettualizzare, stabilire e sistematizzare il funzionamento dei meccanismi di defesa dell``il, inizialmente intuiti da Signund Freud. Regressione, modificazione attiva dell``io, isolamento, annullamento retroattivo, identificazione, proiezione, rivolgimento contro se stessi, trasformazione al contrario, sublimazione. In questo studio, ho comparato fra le indagini di quattro prigionieri riferiti al comandante, le loro storie giorno notte prima della morte e il testamento del comandante prima del suicidio per analizzare i meccanismi di difesa dei prigionieri e chiarire verita e menzogna, conscio e inconscio, e agitazione dei comtemporanei. I meccanismi di difesa dell``Io e l``agitazione di quattro priginieri fanno vedere la societa moderna di narcisismo caduta nel soggettivismo, le personalita multiple, e l``aspetto dell``uomo moderno con molte persone. Credo che il meccanismo dalla difesa di sublimazione comunemente visto in quattro prigionieri possa essere collegato alla teoria di Adler in cui si cerca di superare il sentimento d``inferiorita verso l``aspirazione alla superiorita e recuperare il sentimento sociale.
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Today transnational migrations and movements due to the globalization have expanded the meaning of ‘diaspora’. Diaspora is now defined as the spatial dispersion of a people from their original homeland. The term can also refer to the people dispersed. Multi-cultural and multi-ethnic societies are a fact of life in many countries and this global trend seems inevitable. In this connection, a disaspora and its modes of life can pose significant problems. Melania Mazzucco’s novel brings to life the Italian immigrant experience. Mazzucco reveals the story of Vita and Diamante, two cousins who immigrate to New York City in 1903, whose lives in a diaspora are shown contrastively. The present study aims to examine how the diaspora people, as ‘the other’ and as ‘a minority’, live their life at the boundaries of a new community. Especially the lives of women are focussed on, because of their more horrible conditions. For all that, the female protagonist Vita, with her affirmative and active attitude, succeeds in finding her identity and in entering the new community. This study tries to contribute to understanding the history of Italian immigration in the early 20th century and to provide a new perspective on the lives of immigrants in a modern muticultural society. Il presente studio si propone di esaminare come le donne della diaspora, cioe “l’altro” e come “una minoranza”, vivono la loro vita ai confini di una nuova comunita in Vita di Melania Mazzucco e Black Flower di Kim Young-ha. Oggi le migrazioni transnazionali e movimenti dovuti alla globalizzazione hanno ampliato il significato di “diaspora”. Diaspora e ora definito come la dispersione di un popolo che lascia la terra d’origine. Il termine puo anche riferirsi alle persone disperse. Vita e Black Flower raccontano l’esperienza di diaspora degl’italiani e coreani all’inizio di Novecento. Due romanzi hanno un carattere di “faction” che indica una combinazione fra “fact” e “fiction”, cioe “storia” e “fantasia”. Usando la storia reale e fantasia, due opere dimostrano la vita di “l’altro” e “l’estraneo”, “fuori” dal suo ambiente, dal consueto e raggiungono lo scopo di riempire il vuoto trascurato dalla storia della migrazione. Lo scopo di questo studio e specialmente focalizzarsi sulla vita delle donne nella situazione di diaspora, a causa delle loro condizioni piu orribili. Nonostante tutto, Vita e Lee Yeonsu, le protagniste femminili, con il loro carattere forte, indipendente, e determinato e il loro atteggiamento attivo riescono a trovare le loro identita ibride e entrare nella nuova comunita.

<만드라골라>에 나타난 마키아벨리의 르네상스 인물 창조

장지연 ( Jang Ji Yeon )
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Il concetto di Nicolo Machiavelli sulla morale e stato fondamentalmente lo stesso di quello degli umanisti del Rinascimento, ma nella sfera politica egli mostra un’altra visione morale unica e differente dall’umanesimo contemporaneo, infatti in parte contraddice il concetto di morale dei moralisti antichi della Grecia e di Roma che allora gli umanisti del Rinascimento accettavano. Si dice che Mandragola sia l’applicazione pratica di Il principe che egli ha scritto dal punto di vista del realismo politico. Su questa base, all’inizio ho analizzato come sono proiettatti nei personaggi del teatro la virtu, la fortuna, la neccessita, il bene e l’interesse pubblico che Machiavelli sostiene in Il Principe. Ho pertanto analizzato come Machiavelli crea questi nuovi personaggi rinascimentali che sono differenti dalla concezione degli umanisti contemporanei. La descrizione dei desideri dei personaggi di Mandragola, da Machiavelli creati secondo i concetti di Il Principe, e proprio vivida, reale e percio acquista universalita in quanto rappresenta direttamente i caratteri veri e reali propri degli uomini. Poi, ho spiegato il motivo per cui quando si considera Mandragola puramente come testo letterario indipendente da ll Principe come testo politico, la giustificazione del finale del teatro, in cui il bene e l’interesse pubblico sono ottenuti con la furbizia e il trucco, non puo acquistare universalita. E ho fatto notare anche la ragione per cui il finale del teatro che, grazie alla drammaturgia attenta e astuta di Machiavelli, sembra realizzare il bene e l’interesse pubblico, invece presenta dei problemi nell’assurgere all’universalita.
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Lo scopo del presente lavoro e di proporre le proprieta nominali di AxPartP e l’esistenza della struttura possessiva nei PP complessi. Ho mostrato che quando un AxPartP cooccorre con un pronome personale, i PP spaziali devono essere inerentemente associati con una struttura possessiva. Sulla base di Aboh (2010) ho proposto che tale proiezione sia seguita da un KP contenente un marcatore di caso of/di/-uy. Ad esempio, tale KP tende a manifestarsi come elemento pronunciato quando l’AxPartP assume un pronome personale come DP. Seguendo le proposte di Aboh (2010) delle strutture possessive, ho anche suggerito che esieta un KP (o PP) inserito fra DP e AxPartP nei PPspaziali. Dato che AxPart possano derivare da sostantivi relazionali esprimenti parti assiali, regioni di oggetti, nomi di parti del corpo o toponimi, si puo considerare che AxPartP abbiano le proprieta nominali. Stando all’analisi di Kayne (1994), ho proposto che nei PP spaziali, AxPart si comporti come un Possesso, mentre DP oggetto referenziale come un Possessore. Di conseguenza, si puo notare che il marcatore di caso genitivo K°(o marcatore possessivo) puo essere o pronunciato o silente, a seconda delle proprieta delle varie lingue. Poiche sembra plausibile derivare una struttura possessiva nei PP spaziali, come a bycicle of John’s dalla struttura di base John’s bycicle (il che implica che l’DP possesso bycicle si muova ad uno [Spec, FP] collocato sopra l’DP possessore John). Un’analisi dei PP spaziali coreani sembra essere totalmente parallela alla struttura possessiva inglese John’s bicycle. Invece, i PP spaziali in italiano e in inglese mostrano la sequenza AxPartP > DP, inversa rispetto al coreano. Di conseguenza, i PP spaziali in queste lingue sembrano essere generati dal movimento di AxPartP verso sinistra ad una posizione di Spec di una testa funzionale collocata piu in alto di DP.
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La definizione aristotelica della tragedia si diffuse nell’antichita ed e stata ripresa spesso anche in tempi piu moderni. Questo concetto affonda le sue radici nella concezione tradizionale della poetica greca. Manzoni riteneva che l``impostazione aristotelica non poteva valere per ogni tipo di tragedia e in ogni circostanza. Nel presente lavoro si approfondira l``interpretazione di antiche nozioni, come la "pieta", il "terrore", e la genesi della catarsi nelle tragedie manzoniane. La ricerca e finalizzata adindividuare il valore catartico nelle tragedie manzoniane, ovvero la catarsi intellettuale. La poetica tragica manzoniana parte dal presupposto aristotelico, ma finisce per allontanarsi dall``interpretazione aristotelica di pieta e terrore, ne consegue che la catarsi nelle opere dell’autore assume un aspetto diverso. Manzoni muove infatti da tutt``altro interesse, indipendentemente dal concetto antico. Nelle tragedie manzoniane la pieta si rivolge all``innocente colpito dalla sventura e alle debolezze umane come prescritta da Aristotele, si e sviluppata pero nel senso piu ampio e piu compiuto. Il terrore invece da un altro concetto aristotelico. Il terrore viene suscitato non dal pensare all``infelicita dell``uomo che ci somiglia, ma dal comprendere il fatto che l``uomo e potenziale operatore del male. Come sappiamo, la tragedia fin dalle sue origini si configura attraverso una rappresentazione con la funzione catartica. Secondo il precetto aristotelico la catarsi, il cosiddetto effetto di purificazione, si produce attraverso un processo d``immedesimazione da parte dello spettatore, in questo modo egli prova pieta e terrore. Alla fine, quando si scioglie il dramma, la pieta e il terrore vengono risolti catarticamente nello spettatore. Uno degli aspetti piu significativi delle tragedie manzoniane e che la catarsi non viene ottenuta con un coinvolgimento emotivo, perche Manzoni induce lo spettatore a distanziarsi dall``immedesimazione con il singolo personaggio e con le vicende rappresentate in modo da poter avere una visione imparziale e raggiungere la catarsi non, appunto, attraverso un``intensa partecipazione emotiva, bensi con una riflessione spassionata. Alla luce di quanto gia approfondito nel presente lavoro la catarsi e il frutto della complessita di 《rsentire meditar》, proprio nel momento umano estremo. Per Manzoni la pieta e il terrore non sono sentimenti impulsivi, ma sentimenti riflessivi che purificano la mente umana in una sfera superiore.
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